Comune (ab. 2.406) della provincia di Catanzaro, composto dal centro e da S. Caterina dello Jonio Marina.
Il territorio - kmq. 41,24- confina con quelli dei Comuni di Badolato, Brognaturo, Guardavalle, e con il mare Jonio, nel versante orientale delle Serre.

L 'abitato è su un poggio tra le valli dei torrenti Ponzo e Lunarì, a 459 metri di altezza sul livello del mare, ed a 63 chilometri da Catanzaro, cui è collegato per una strada che si congiunge alla nazionale 106.
Detto anche Santa Caterina di Badolato. Fondato da profughi della costa. Fu casale della Contea di Arena, concesso ai Galeota (1503) e rivendicato dai Concublet (1515). Verso il 1570 entrava nel dominio della famiglia de Patti, successivamente in quello degli Averna, nel 1629 in quello dei Gioeni, dai quali, nel 1655 passava ai Colonna, poi ai Marzano (1664-1722) che lo dotarono di castello. Nel giro di sette anni si succedevano al suo dominio le famiglie Perrone, Berlingieri, Vitale, Perrelli di Monasterace (1729-1759), ed in ultimo i di Francia che lo tennero fino all'eversione della feudalità (1806).


Fu assai danneggiato dal terremoto del 1783.
Nel 1799 venne riconosciuto Comune e posto nel Cantone di Satriano.
Per l'ordinamento amministrativo disposto dai francesi per legge 19 gennaio 1807, Santa Caterina veniva considerato Luogo, ossia Università, nel cosiddetto Governo di Badolato. Disposizione che venne mantenuta quando per decreto 4 maggio 1811 vennero costituiti i Comuni ed i Circondari, e quando, per la legge 1 maggio 1816, il Borbone diede un nuovo assetto alla regione mediante il ripristino della provincia di Catanzaro e l'istituzione di quella nuova di Reggio.
Nella Chiesa Arcipretale, con facciata e campanile del seicento, sono altari marmorei policromi del settecento, e vi è conservato un ostensorio del secolo XVII. Nella Chiesa dell'Immacolata è una tela secentesca. Nel territorio sono visibili tracce di antichi bagni minerali.
Prodotti principali del territorio di Santa Caterina sono agrumi, ulive, uve. Il patrimonio zootecnico comprende ovini e bovini. L'artigianato è presente con impianti oleari e di vinificazione. Olio e vino godettero sempre di larga rinomanza. Rinomati erano anche i fichi. Nel territorio abbondavano erbe medicinali. Di particolare qualità le pesche dei frutteti presso la torre di S. Antonio. Lungo la costa è in sviluppo il turismo.
Nacquero in Santa Caterina dello Jonio: Pietro Antonio Favilla, giureconsulto (sec. XVII); Antonio Garzia, scrittore (secolo XVIII); Giovanni Andrea Garzia, poeta (sec. XVII); Silvestro Leuzzi, autore di saggi religiosi (sec. XVIII). Al Risorgimento furono partecipi: Leopoldo Favilla; Antonio Toscano. È in Diocesi di Squillace. Le Parrocchie sono intitolate a Maria SS. Assunta, ed a S. Pantaleone. La Patrona, Santa Caterina, viene festeggiata nella giornata del 25 novembre. Le Suore Figlie di N.S. del Calvario vi tengono Casa "Famiglia A. di Francia"; l'Opera Diocesana di Assistenza, vi tiene Scuola Materna. Prima del terremoto del 1783 vi erano un Convento di Cappuccini, due Monti di Pietà e sette Confraternite laicali.
Sagra nella seconda domenica di luglio. Gli abitanti sono detti caterisani.

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