Comune (ab. 5.578) composto dal capoluogo posto in collina, dalla frazione montana di Elce della Vecchia e dalla frazione marina.
IL territorio - kmq. 60,40- confina con quelli dei Comuni di Brognaturo, Santa Caterina dello jonio in provincia di Catanzaro

, e con quelli di Bivongi, Monasterace, Stilo in provincia di Reggio, e con il mare jonio, nel versante orientale delle Serre.
L'abitato è in pendio, lungo un solco vallivo; a 225 metri sul livello del mare; a 70 chilometri da Catanzaro, a cui è collegato per una strada provinciale che si allaccia alla Statale 18.
Si vuole fondato all'epoca delle incursioni saracene sulla costa. I turcheschì lo danneggiarono due volte, nel 1555 e nel 1569, per cui ottenne, ad intercessione del Cardinale Sirleto, che godesse di dieci anni di franchigia delle collette fiscali. Il terremoto del 1783 vi produsse molti danni, così come quello del 1905. Già casale di StiIo, ne seguì le vicende feudali.


L'ordinamento amministrativo disposto nel 1799 dal Generale Championnet, lo staccava da Stilo e ne faceva un Comune nel Cantone di Satriano. I francesi, per la legge 19 gennaio 1807, ne facevano un Luogo, ossia Università, nel cosiddetto Governo di Badolato. Disposizione che veniva mantenuta dal decreto 4 maggio 1811, istitutivo di Comuni e Circondari, e dalla legge 1 maggio 1816, in virtù della quale Catanzaro ritornava ad essere capoluogo di provincia in vece di Monteleone, e Reggio veniva posta alla testa della costituita terza provincia della regione.
Il grandioso palazzo Sirleto presenta numerosi lavori architettonico-decorativi in granito, opera di scalpellini di Serra S. Bruno (sec. XVII e seguenti). Il periodo barocco ha lasciato altre tracce nell'edilizia civile e religiosa: portone ad elementi decorativi della facciata del l'ex casa Spedalieri; porta della Chiesa del Carmine; arcate ed avanzi in granito della Chiesa di S. Carlo Borromeo; portali in granito ed altare maggiore della Chiesa arcipretale di S. Agazio, opera settecentesca dì artisti di Serra S. Bruno, con tabernacolo architettonico, un dipinto di Tommaso Martini, firmato e datato 1713, un Crocefisso in legno secentesco e una pianeta a lame d'oro del secolo XVIII. Lungo il litorale torri della difesa costiera costruite dal secolo decimo sesto in poi; Torre Cavallara. L'economia è a base agricola, con produzione di grano, mais, frutta, agrumi ed olive. Il patrimonio zootecnico è costituito prevalentemente da caprini ed ovini. Vi operano tre molini per i cereali ed una decina di frantoi oleari. L 'artigianato è presente con alcune botteghe per la lavorazione di mobili ed infissi.
Il movimento migratorio è indirizzato verso il Canadà, l'Australia e la Germania Occidentale. In passato vi era assai diffuso l'allevamento del baco da seta. Nacquero in Guardavalle: Maurizio de Rinaldis, implicato nella congiura di Tommaso Campanella (1572-1600); Scipione de Rinaldis, militare (sec. XVI-XVII); Francesco Galeotta, militare (sec. XVI-XVII); Camillo Salerno, militare, morto di 113 anni nel 1627; Edoardo Salerno, deputato (sec. XlX-XX); Fabrizio Sirleto, letterato e filosofo (sec. XVI); Guglielmo Sirleto, Cardinale (1514-1585); Geronimo Sirleto, Prefetto della Biblioteca Vaticana (sec. XVI); Scipione Sirleto, giureconsulto (sec. XVI XVII); Tommaso Sirleto, Prefetto della Biblioteca Vaticana (sec. XVI); Francesco Tirotta, Vescovo (sec. XVI I).
È in Diocesi di Squillace. La Parrocchia è intitolata a Sant'Agazio. Il Patrono, Sant'Agazio, è festeggiato il 7 maggio. L'Opera Diocesana di Assistenza vi tiene Scuola Materna; le Suore Salesiane Oblate del Sacro Cuore, vi tengono Scuola Materna, di taglio cucito e ricamo. Gli abitanti son detti Guardavallesi.

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